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Sabato 07 Maggio 2011 11:33

 

DIABETE IN CAMMINO… PREVENIRE E CURARE

ULTRAMARATONA A TAPPE DELLA PROVINCIA DI ORISTANO

RESOCONTO TECNICO DELL’INIZIATIVA

 


A scanso di equivoci, questa iniziativa non è nata per essere “spacciata” come unaclassica

ultramaratona, ovvero una corsa che si sviluppa su una distanza superiore ad almeno 42 km.

Però lasciatemelo dire,  adesso che siamo giunti alla conclusione, questa impresa per me

ha tutto il sapore di una vera e propria ultramaratona.

Non foss’altro perché chi ha percorso, seppur camminando,  tutti i circa 110 km,  in

quattro giorni consecutivi, di solito,  con gli allenamenti settimanali copre una distanza simile

in olre 3 settimane.

Gli obiettivi in ogni caso erano ben altri, e ci sarà modo luogo per valutarne e divulgarne i

risultati, ma allo stato,  quello che immediatamente appare e si apprezza è realmente un

gesto atletico importante attraverso il quale ancora una volta si dimostra l’assoluta

sovrapponibilità della performance realizzata da una persona con diabete rispetto ad una

persona non diabetica.

In attesa di pubblicare un diario completo e dettagliato (anche con le immagini),

dei  luoghi attraversati, delle persone che abbiamo incontrato e con le quali abbiamo

dialogato, delle sensazioni  etc.., non mi pare superfluo affidare a qualche dato il riassunto

puramente tecnico di quanto è stato fatto.

Il programma prevedeva di raggiungere quattro località precedentemente individuate

nell’ambito del nostro territorio Provinciale:

PAU, SAMUGHEO, GHILARZA E SANTULUSSURGIU.

La distanza da coprire in quattro tappe di quattro giorni è stata calcolata su carta in circa

120 km.

Di fatto, la tolleranza che da tale misurazione deriva e qualche piccola deviazione

inizialmente non contemplata, ci ha visto percorrere complessivamente circa 10 km in meno.

Il gruppo era composto da dieci persone con diabete (7 di tipo 1 e 3 di tipo 2),

tre Diabetologi, due Infermiere, una Podologa, una Psicologa, e mediamente 5

camminatori non diabetici.

Un furgone al seguito offriva le garanzie di un costante appoggio per eventuale assistenza

e la stiva di  bagagli indumenti di ricambio alimenti etc..

Tutti i partecipanti con diabete, ed alcuni dei non diabetici, hanno compilato un diario

quotidiano dove sono stati annotati i dati sull’alimentazione, l’attività fisica svolta ed

il profilo glicemico relativo.

Cinque diabetici ed un non diabetico, sono stati monitorati a turno H24 con holter metabolico

Armband.

Ogni giornata si è sviluppata nel rispetto della pianificazione realizzata, e, nonostante

alcuni fisiologici piccoli contrattempi che hanno in alcuni casiritardato o rallentato la marcia,

tutte le tappe sono state raggiunte secondo l’orario stabilito o addirittura in anticipo.

Durante la marcia sono state consumate oltre 300 bottiglie di acqua e 2 casse di mele.

Praticamente inutilizzati il miele, i succhi di frutta zuccherati  e i  carboidrati che portavamo

come scorta per possibili correzioni di ipoglicemie.

Sostanzialmente azzeccata la scelta del tipo di scarpe e dei capi tecnici.

Quasi insufficienti invece i cerotti per vesciche. Purtroppo, al di là delle scarpe ancorché

adatte quando si sta sulle gambe per tante ore,  lo sfregamento, l’aumento della

temperatura e la sudorazione possono essere causa di seccature simili.

Bene anche la scelta dell’alimentazione. Piccole integrazioni con frutta durante la mattina

ed un panino a pranzo ci hanno assicurato una buona riserva di energia senza appesantirci.