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Resoconto degli appuntamenti "Il Giovedì della salute"

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Il primo appuntamento si è svolto come previsto il 1° Giovedì di Gennaio, precisamente il 7.

Abbastanza nutrita la partecipazione, 28 in tutto, fra i quali quasi per intero lo staff del Servizio di Diabetologia della ASL di Oristano.

A tutti sono  state illustrate meglio le finalità ed i soggetti promotori di questa iniziativa, sottolineando in particolare  che il significato è sostanzialmente quello di sensibilizzare le persone a seguire un corretto stile di vita ed una costante attività fisica quale strumento di utile prevenzione verso le patologie croniche come appunto il diabete.
Tutti si sono dimostrati fortemente incuriositi ma allo stesso tempo entusiasti per una iniziativa semplice ma utile.
La passeggiata (per ora così la chiameremo), si è sviluppata lungo un tracciato rettilineo  di circa 1,5 km percorso per due volte. Ognuno naturalmente lo ha affrontato secondo le proprie possibilità e capacità.
La brava e paziente Ilaria è riuscita, avvicinando di volta in volta le persone, a fornire le indicazioni ed i suggerimenti più opportuni per far conoscere e cercare di far correttamente applicare la tecnica del FITWALKING.

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Giovedì 21 gennaio si è svolto il 2° degli appuntamenti previsti dal programma.
Occorre subito dire che la presenza di ben 60 persone che hanno sfidato le sfavorevoli temperature ha rappresentato per i promotori un risultato che è andato oltre ogni più rosea aspettativa.
Tutti presenti coloro i quali avevano già partecipato il precedente giovedì, e ciò rafforza il concetto che alla base vi è  della motivazione e del reale entusiasmo.
Da segnalare ancora una volta la presenza dello staff della Diabetologia con il suo Primario in testa, e quella del Presidente del Comitato Provinciale del CONI che ha voluto testimoniare in concreto il supporto al programma.
In questo frangente Ilaria ha dovuto “faticare” un pò di più della volta precedente, ma tutto sommato il compito si è rivelato facilitato dalla bravura e dalla attenzione di ciascuno.

Questa volta il percorso di circa 1,5 km è stato percorso ben quattro volte dalla maggioranza dei partecipanti, quindi per un totale di quasi 6 km, pari ad un impegno temporale di circa 1 ora. Un miglioramento assolutamente apprezzabile e soddisfacente, ben oltre i classici 40 minuti che normalmente sono consigliati quale soglia minima di attività da svolgere per ottenere dei benefici.
Ho reali motivi di credere che oltre ad incrementare con estrema facilità il numero di km da percorrere, saremo stimolati a calendarizzare appuntamenti più ravvicinati ed intensificati.
Da più persone infatti è giunta la richiesta/proposta di fissare gli incontri con cadenza almeno settimanale (martedì e giovedì), fermo restando il programma che nel corso del 1° e del 3° giovedì del mese sarà possibile effettuare gli allenamenti con il contributo e la presenza di Ilaria in qualità di Istruttore.

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Come da programma, Giovedì 4 febbraio si è svolto il terzo degli appuntamenti fissati.

Ben 47 persone hanno deciso di dare un calcio alla sedentarietà e provare a invertire una tendenza oramai globalmente riconosciuta come tra le principali cause dell’insorgenza di alcune patologie.

Purtroppo infatti, eccesso di apporto calorico e ridotta se non addirittura assenza di attività fisica, sono le condizioni ottimali per tendere all’obesità, ed al diabete.

Riconoscere questo è già un passo avanti, adottare un diverso stile di vita  magari praticando una costante attività fisica e una corretta alimentazione è un successo.

Sull’argomento esistono ormai numerosi studi scientifici che hanno dimostrato in maniera inconfutabile come una regolare e semplice attività fisica determini benefici importanti, e questo a prescindere dall’età.

In particolare in chi pratica con regolarità un’attività si apprezza e si riscontra:

 

  • un significativo calo di peso;
  • un miglioramento della condizione cardiocircolatoria;
  • una diminuzione di oltre il 50% del rischio di sviluppare il diabete di tipo 2;
  • un miglioramento dell’assorbimento di insulina per chi,  già affetto da diabete, risulta insulino trattato

 

Ma quale è l’attività fisica da preferire per assicurasi i miglioramenti elencati?

Certamente un’attività aerobica, ovvero quell’attività che per svilupparsi necessita di “bruciare” maggiormente i grassi.

E poiché vi è una stretta relazione tra l’attività svolta e la frequenza cardiaca che si raggiunge,  viene definita aerobica anche quando l’azione  si sviluppa all’interno del 55- 75% della frequenza cardiaca massima per un tempo minimo indicato tra i 25 ed i 40 minuti.

Di fatto le nostre camminate secondo la tecnica del  fitwalking rappresentano le migliori condizioni per muoversi e fare attività di tipo aerobico.

L’ultimo elemento importante da non sottovalutare per apprezzare i benefici attesi  è che il numero di sedute minime da realizzare siano almeno 2 -3 alla settimana.

Riguardo quest’ultimo elemento c’è da segnalare con piacevole sorpresa che l’appuntamento del 1° e del 3° giovedì del mese per una ventina di noi si è già trasformato in allenamento bisettimanale,  con sedute di 40 – 50 minuti di fitwalking praticate il martedì ed il giovedì di ciascuna settimana.

Per completare il quadro di informazioni, può risultare utile sapere che:

La Spesa energetica nella camminata, espressa in Kcal consumate, si può calcolare come il prodotto del numero di km percorsi per il peso corporeo per un coefficiente pari a 0.45 – 0.5

Mentre il consumo dei grassi vale il prodotto tra il numero di km percorsi per il peso corporeo, il tutto  diviso un coefficiente pari a 35.

Qualora volessimo monitorare il range di frequenza cardiaca entro il quale lavorare, dobbiamo innanzi tutto stabilire la nostra frequenza cardiaca massima secondo un metodo empirico ma sufficientemente esatto, e cioè calcolare la differenza tra il coefficiente 220 e l’età.

Tale dato servirà poi per individuare meglio i valori da attribuire alle  percentuali su indicate.

Per cui per esempio un individuo di 50 anni dovrà avere come riferimento una frequenza cardiaca massima pari a 170 battiti al minuto, dato ottenuto dalla differenza appunto fra 220 e 50.

Stabilito questo parametro si applicano le percentuali del 55% e del 75% a 170 e si troveranno due valori limite, 93 e 127 che stanno ad indicare appunto il numero di battiti cardiaci medi al minuto entro i quali svolgere l’attività.

Sempre per restare negli esempi pratici, ed attribuire un valore ai nostri incontri, se consideriamo che mediamente percorriamo circa 6 km, un individuo del  peso di circa 70 kg ogni qualvolta svolge quella attività affronta una spesa energetica (brucia) pari a 210 Kcal, e consuma 12 gr di grassi, l’equivalente dell’apporto di una costata di vitello di circa 200 gr.
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L’assenza di resoconti (l’ultimo risale al 4 febbraio), non deve assolutamente far pensare che il programma abbia risentito di interruzioni, se non in qualche occasione per motivi metereologici.
Gli incontri canonici infatti, quelli del 1° e del 3° giovedì del mese sono stati tutti rigorosamente rispettati.
Ma in particolare proseguono con entusiasmo quelli bisettimanali  divenuti oramai un appuntamento fisso per un gruppo di circa 25 camminatori, ai quali di tanto in tanto si aggiungono dei nuovi ingressi.
In queste settimane abbiamo avuto modo di visionare meglio il filmato dimostrativo sulla tecnica del Fitwalking, realizzato dai F.lli Damilano, e commentato insieme ad Ilaria. Sono stati inoltre approntati e distribuiti dei piccoli diari dove poter annottare le informazioni personali sulla terapia e la risposta glicemica all’attività fisica. A coloro i quali ne hanno fatto espressa richiesta, è stato consegnato anche un glucometro per la misurazione della glicemia, gentilmente offerto da Abbott.
Da segnalare infine

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